PUBLIC POGRAM

La Fondazione de Santillana, in concomitanza con le mostre della serie The Archive Capsule, organizza un programma di eventi gratuiti volti ad attivare ed espandere i nuclei tematici delle esposizioni in corso. Gli incontri, tenuti da studiosə, artistə e professionistə del settore, hanno un'impronta scientifica e un carattere divulgativo: offrono al pubblico strumenti di riflessione legati alla ricerca di Laura de Santillana, mettendone in luce i molteplici intrecci culturali, teorici e storici.

The Archive Capsule II: Bindu

Ph. Giacomo Bianco

Giorgio de Santillana: mito, scienza e conoscenza
con Matteo Vagelli

Mercoledì 22 aprile 2026, ore 18:00
Italiano

Il primo incontro, in occasione della mostra The Archive Capsule II: Bindu, è dedicato alla figura di Giorgio de Santillana (1902–1974), filosofo e storico della scienza naturalizzato statunitense e nonno di Laura de Santillana. Professore al MIT di Boston, de Santillana è autore di opere fondamentali — tra cui Le origini del pensiero scientifico (1961) e Il mulino di Amleto (1969).

Matteo Vagelli, ricercatore presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, proporrà un approfondimento sul pensiero del filosofo, collocandolo all'interno di una più ampia rete di relazioni intellettuali e culturali e mettendone in luce la rilevanza nel panorama del pensiero scientifico del Novecento.

Ph. Samuele Cherubini

The Archive Capsule II: Bindu

Esplorando il concetto di vuoto e intervallo (間, ma) nella filosofia orientale
con Marcello Ghilardi

Mercoledì 10 giugno 2026, ore 18:30
Inglese

Il secondo incontro del Public Program, in occasione della mostra The Archive Capsule II: Bindu, condotto dal professor Marcello Ghilardi dell’Università di Padova, è dedicato ai concetti di “vuoto” e “intervallo” (間, ma) nella filosofia orientale.
La ricerca di Ghilardi intreccia estetica, filosofia interculturale, pratiche contemplative e arti dell’Asia orientale, affiancando all’attività teorica
una pratica pittorica presentata in contesti espositivi internazionali.

The Archive Capsule II: Bindu

The Archive Capsule II: Bindu

The Archive Capsule III: Uran

Ph. Samuele Cherubini

ciò che resta
Workshop con Diana Lola Posani

Sabato 27 giugno 2026, ore 11:30
Italiano

In occasione del public program della Fondazione De Santillana, l’artista Diana Lola Posani ha condotto un workshop dedicato alla rielaborazione sonora e meditativa di una selezione di appunti di Laura de Santillana.
A partire da queste tracce linguistiche, il laboratorio invita i partecipanti a esplorare la dimensione acustica della scrittura: le pause, le ripetizioni, le esitazioni, le immagini ancora in formazione. Un’esperienza collettiva di ascolto e traduzione, in cui la scrittura intima di De Santillana viene attraversata dal corpo e dalla voce di chi la riceve.

Ph. Giacomo Bianco

In conversazione con
Amy Revier - artista
Miriam Rejas Del Pino - curatrice, De Santillana Foundation
Marina Marques - curatrice, Casa Yali

Venerdì 17 luglio 2026, ore 18:30
Inglese

L’ultimo incontro del Public Program, organizzato in occasione del finissage di The Archive Capsule II: Bindu, è strutturato come una conversazione attorno alle pratiche di Amy Revier e Laura de Santillana, tracciando le connessioni tra tessuti, vetro, sperimentazione materica e ricerca artistica. Il dialogo prende le mosse da una selezione di oggetti scelti dalle tre speaker, che fungono da spunti per esplorare, approfondire e mettere in dialogo il lavoro delle due artiste.

Presentazione del libro Fire Craft: Art, Body, and World Among Glassblowers
con Erin O’Connor

Mercoledì 16 settembre 2026, ore 18:30
Inglese

Il primo appuntamento del public program di The Archive Capsule III: Uran inaugura il programma con la presentazione del libro Fire Craft di Erin E. O’Connor (Columbia University Press, 2025), nell’ambito della decima edizione di The Venice Glass Week. 

Sociologa ed esperta di artigianato, O’Connor intreccia il racconto in prima persona del proprio apprendistato nel mondo del vetro, segnato anche dalla difficoltà di realizzare un elegante calice, a un’etnografia del sapere corporeo e della dimensione comunitaria della soffiatura del vetro. Attraverso l’esperienza del fare, esplora come si apprende un mestiere, si affrontano i fallimenti e si sviluppano competenze, mostrando come la creazione di oggetti sia anche un processo di costruzione di significato. Fire Craft difende così il lavoro manuale come pratica intellettuale, capace di trasformare l’individuo e la società.