The Archive Capsule: Chapter I

14.09.2025 - 20.10.2025

The Archive Capsule: Chapter I è stato il capitolo inaugurale del ciclo TAC, format di mostre di ricerca ideato dalla De Santillana Foundation per esplorare nuove modalità di presentazione dell’archivio di Laura de Santillana.

Il progetto, articolato in tre capitoli previsti nell’arco di due anni, si configura come un dispositivo in cui verranno presentati ogni volta materiali diversi — disegni, fotografie, testi, quaderni — selezionati a partire da un focus tematico. Pur essendo dispositivi capaci di organizzare e conservare il passato, gli archivi possono anche escludere e silenziare ampie porzioni del “fare” umano e della sua storia: tutto ciò che non è archiviabile spesso è dimenticato. Confrontarsi con le modalità
di restituzione e consultazione della memoria diventa un’urgenza contemporanea. Nel contesto degli archivi dedicati al vetro e degli archivi d’artista, quali pratiche espositive e narrative possono restituire vitalità all’archivio? E come si può trasmettere la complessità progettuale insita nella creazione di opere in vetro?

Da queste premesse prende avvio TAC: Chapter I, il capitolo inaugurale del ciclo, dedicato all’uso e allo studio del colore in un arco specifico della ricerca di De Santillana, tra il 1976 e il 2002. Il ventennio selezionato è scandito da due estremi cronologici significativi. Alla fine degli anni Settanta, l’artista, appena ventenne, realizza per Venini il Piatto Numeri (1976), opera che riceve un riconoscimento alla mostra New Glass: A Worldwide Survey organizzata dal Corning Museum of Glass (NY, 1979). Connotato da una marcata impronta grafica, Numeri è il risultato dell’esperienza maturata presso lo studio di design multidisciplinare Vignelli Associates, con cui De Santillana collabora durante la sua formazione. Al tempo stesso, l’opera sancisce l’inizio della collaborazione ufficiale con l’azienda di famiglia.

Il secondo estremo temporale segna un momento di piena maturità della sua ricerca, sia tecnica sia teorica. La documentazione d’archivio suggerisce che le opere realizzate tra il 1999 e il 2002 nascano da una riflessione sulla forma; un’analisi più approfondita rivela invece come forma e colore risultino due elementi inscindibili nel processo creativo dell’artista. In un’intervista dei primi anni Duemila De Santillana afferma di cercare un effetto di opacità che impedisca alla luce di attraversare le sculture, rendendo così il materiale ambiguo. Tuttavia, dall’uso di colori scuri deriva anche l’impossibilità di osservare l’interno dell’opera: punto in cui le due pareti si toccano generando sagome astratte. Soltanto con l’introduzione sistematica del cristallo, attorno al 2001, la dimensione interna dell’opera inizia a configurarsi come campo di sperimentazione in cui indagare la profondità spaziale. Proprio il rapporto tra forma e colore si afferma, quindi, come nucleo della sua ricerca.